SCHOOL TIMES
SCHOOL TIMES
School Times raccoglie quattro dei primi lavori attraverso cui JAP inizia a sviluppare il proprio linguaggio artistico. Realizzati su pagine di quaderni scolastici, utilizzando penne, matite, pennarelli ed evidenziatori, i disegni nascono da un gesto spontaneo: la necessità di concentrarsi sulla pagina, senza un soggetto prestabilito né una composizione definita in anticipo.
Dai primi volti deformati alle composizioni più aperte, le opere si sviluppano attraverso sovrapposizioni, alterazioni delle forme e accostamenti intuitivi. Occhi che diventano strutture autonome, bocche che perdono la propria linearità, figure e oggetti che si intrecciano fino a rendere incerti i confini dell'immagine. La superficie del quaderno, con le sue righe e i suoi quadretti, rimane visibile e partecipa alla costruzione dell'opera, conservando il legame con il contesto scolastico da cui tutto ha avuto origine.
La libertà del processo diventa progressivamente una componente del linguaggio. In assenza di una formazione artistica, mentre il percorso scolastico si sviluppava in ambito meccanico, la scelta di incorniciare quei disegni e considerarli opere da mostrare rappresentava anche un confronto con i limiti che l'artista aveva attribuito a se stesso. La domanda non era più se possedesse il percorso giusto per fare arte, ma chi potesse stabilire che non fosse autorizzato a farla.
School Times segna così il passaggio del disegno da un'attività spontanea a una possibilità concreta di espressione. La sovrapposizione, la deformazione e la libertà compositiva sperimentate in queste prime opere diventeranno elementi destinati a riemergere e trasformarsi nella ricerca successiva di JAP. La collezione non documenta soltanto l'inizio di un percorso, ma il momento in cui l'artista comincia a riconoscere il proprio modo di costruire un'immagine.